Crescita personale e spirituale - Coaching
Da cosa ci stiamo proteggendo veramente?

Da cosa ci stiamo proteggendo veramente?

Sono seduta alla mia scrivania, quella nella stanza in cui mi rifugio, quella davanti alla finestra. Quella da cui lascio che lo sguardo vaghi lontano.
Da qui vedo le mie montagne, i miei laghi, le strade, le case…l’aeroporto.
Vedo la collina in cui sorge il paesello dove sono cresciuta e penso alla mia mamma che non vedo da settimane. Penso a mio figlio grande e al fatto che dove abita ora, da questa maledetta finestra non lo posso vedere. E mi manca.
Vedo il vento che scuote le piante del bosco qui attorno.
Vedo la vita che scorre.
Vedo il cielo azzurro e i miei amati falchi che da sempre richiamano il mio sguardo quando si perde troppo in basso.
Tutto fuori appare come sempre.
Gli uccellini cantano, gli alberi germogliano, le farfalle arrivano ad annunciare la primavera con la loro grazia e l’aria profuma di sole, polline e nostalgia.
 
Sembra impossibile che oltre a ciò che scorgono i miei occhi e sentono i miei sensi ci sia il caos.
 
Quel pensiero arriva come una fitta allo stomaco, un gelo che immobilizza.
Dentro di me sento una forte spinta a rifiutare questa energia, un istinto a starne lontana e a chiudere qualsiasi spiraglio attraverso cui potrebbe entrare. Mi nausea e mi disgusta.
Temo il contagio, si, ma dell’energia di questa attuale coscienza collettiva.
 
Ma perché noi esseri umani non riusciamo a fare a meno di inquinare ogni cosa?
Inquiniamo la nostra Madre Terra con tutto il nostro veleno, il peggiore fra tutti: quello psichico.
Questa non è la vita vera!
 
Mi rivolgo a chi sta alimentando questa coscienza negativa. Se vedeste!
State dormendo mentre rimanete collegati da corde invisibili ad un ammasso psichico che vi sta svuotando! Siete completamente manipolati da correnti esterne a voi che vi stanno facendo del male. Non c’è luce in queste corde che vi imprigionano, non c’è vita.
 
È così che le persone si ammalano: lasciandosi agganciare dalle correnti generate da questa coscienza collettiva malata, vivendo nella paura di morire, nella paura dell’altro…nella paura verso la vita!
 
Vi state proteggendo dal male sbagliato!
 
Vi nutrite di spazzatura psichica e così facendo fate male a voi stessi e a tutto il pianeta. Lo state avvelenando col peggior veleno che esista!
 
La Terra in questi giorni in cui ci siamo fermati sta finalmente respirando, ci sta mostrando che senza il nostro scellerato modo di vivere può rinascere in poco tempo, rigenerarsi.
 
Ciò che minaccia veramente la vostra vita è l’immenso fiume nero che state inquinando e da cui state al contempo bevendo!
 
In questo momento così delicato avete in realtà una libertà enorme: quella di fare una scelta essenziale per voi e il vostro futuro.
Siete di fronte ad un bivio.
Di fronte a voi avete due strade:
quella che vi conduce verso una vita sempre più ricca e solare,
o quella che vi trascina in una vita sempre più cupa e povera.
 
È ovvio che se ora vi si chiedesse quale scegliereste, direste la prima! Eppure non fate nulla per entrarci!
 
Non ve ne faccio una colpa, queste correnti caotiche sono molto forti e fanno leva sulle nostre fragilità. Tutti ci siamo entrati.
Ma vi assicuro che è possibile uscirne e vedere le cose da un’altra prospettiva.
Non sto dicendo che bisogna ignorare i fatti. No, sto dicendo che bisogna vederli ma scegliere bene cosa farne!
 
Gli eventi sono come “cose” che troviamo sul nostro cammino: possiamo far finta di non vederle, ma rischieremmo di non imparare nulla, possiamo lanciarle lontano, ma ritornerebbero a noi come boomerang, o possiamo raccoglierle, osservarle e scegliere come usarle.
 
Un sasso può essere solo un sasso oppure può diventare qualcos’altro: un’arma, un ostacolo o qualcosa su cui dipingere ciò che amiamo.
 
Sta a noi scegliere.
 
Sta a noi scegliere con quali e quanti sassi costruire la nostra casa.
Ma ricordiamoci (e lo stiamo capendo bene in questo momento), che poi dovremo fare i conti con la casa che abbiamo costruito.
 
A presto,
Natascha

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